Il primo progetto della cooperativa ha trasformato i tetti delle case dei soci in una rete diffusa di produzione di energia rinnovabile tramite impianti fotovoltaici. L’iniziativa è nata nel 2011 dalla collaborazione tra Amministrazione comunale, cittadini e Legacoop. Questa esperienza ha dato vita a un modello cooperativo locale per la produzione di energia pulitache, sul piano pratico, anticipa alcuni principi oggi presenti nelle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

Tra il 2011 e il 2012 abbiamo installato 29 impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 157 kWp. Gli impianti producono oltre 210.000 kWh di energia all’anno, una quantità equivalente al fabbisogno annuo di circa 70 famiglie (consumo medio stimato: 3.000 kWh/anno).

Il progetto rappresenta uno dei pilastri della missione della cooperativa, orientata a promuovere economia civile e circolare. Attraverso un uso strategico degli incentivi pubblici per il fotovoltaico, la cooperativa ha promosso un modello di investimento collettivo nella transizione energetica, nel quale una parte del valore generato resta nel territorio e viene destinata ainiziative di interesse comunitario.

Il progetto è stato realizzato grazie agli incentivi del Quarto Conto Energia. I soci titolari degli impianti cedono alla cooperativa gli incentivi per la produzione fotovoltaica, erogati dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).Questo meccanismo consente alla cooperativa di:

  • rimborsare i finanziamenti contratti per la realizzazione del progetto;
  • coprire i costi di gestione e manutenzione degli impianti;
  • finanziare nuovi progetti di sviluppo sostenibile a beneficio dell’intera comunità.

Si è trattato di un impiego pubblico degli incentivi finalizzato a sostenere la transizione energetica con una logica comunitaria, privilegiando benefici sociali e locali rispetto a possibili forme di investimento private orientate al solo rendimento. A seguito dei cambiamenti del quadro incentivante successivi al Quarto Conto Energia, il modello sviluppato a Melpignano non è più replicabile nelle stesse condizioni e pertanto Il progetto si è concluso e non è più possibile aderirvi. La cooperativa sta valutando la possibilità di promuovere una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) o altre forme di produzione energetica collettiva, anche basate su tecnologie diverse dal fotovoltaico. L’obiettivo è sperimentare modelli orientati all’autonomia energetica locale, alla condivisione dell’energia tra produttori e consumatori e a forme di autosufficienza collettiva.

 

Impatti e benefici

Ambiente: la produzione di energia rinnovabile consente di evitare ogni anno circa 145 tonnellate di emissioni di CO₂, contribuendo alla riduzione dell’impatto climatico della produzione elettrica.

Rispetto del paesaggio: gli impianti sono installati sui tetti delle abitazioni, una scelta che ha consentito di produrre energia senza consumare nuovo suolo e mantenendo la qualità architettonica e paesaggistica del contesto urbano.

Sviluppo economico locale:la realizzazione del progetto ha coinvolto tecnici e imprese locali, generando ricadute economiche sul territorio.

Autoconsumo dell’energia prodotta:i soci partecipanti utilizzano direttamente parte dell’energia prodotta dagli impianti installati sui propri tetti, riducendo la spesa elettrica.

Energia immessa in rete: l’energia non autoconsumata viene immessa nella rete elettrica e valorizzata tramite il meccanismo dello scambio sul posto gestito dal GSE, che riconosce ai soci rimborsi periodici per l’energia immessa e non autoconsumata

Investimento senza costi iniziali per i soci:la cooperativa ha sostenuto i costi di progettazione, installazione e gestione degli impianti, assumendosi gli oneri finanziari e organizzativi del progetto.

Proprietà dell’impianto:al termine del periodo di incentivazione (20 anni) gli impianti diventano di proprietà dei soci sui cui tetti sono installati,senza alcun onere aggiuntivo.

Benefici per la comunità:una parte delle risorse generate dal progetto è stata destinata a iniziative a beneficio dell’intera comunità, tra cui buoni mensa, libri scolastici pe le famiglie più bisognose, lavagne LIM per la scuola di Melpignano. Inoltre, hanno permesso di finanziare la rete di Case dell’Acqua.

 

Approfondimento

Un modello cooperativo per la transizione energetica

L'esperienza di Melpignano va oltre il progetto energetico: è un esempio concreto di come una comunità possa essere protagonista, e non semplice spettatrice, della transizione energetica. Cittadini non solo beneficiari dei processi di sviluppo, ma decisori consapevoli delle scelte che li riguardano.

Nel 2011 la Puglia è al centro di una grande trasformazione energetica e si è consolidata come leader nazionale in Italia per la produzione di energie rinnovabili. Il fotovoltaico e l’eolico, spinti dagli incentivi pubblici, attirano grandi investimenti: in molti casi, i terreni agricoli vengono affittati e destinati alla produzione energetica, trasformandosi in rendita garantita per decenni. Nascono grandi impianti fotovoltaici ed eolici con impatti rilevanti su paesaggio e uso del suolo, conlimitato coinvolgimento delle comunitàche assistono alla trasformazione energetica, spesso con benefici limitati. In molte aree pugliesi si afferma così un modello con caratteristiche in parte estrattive: il territorio ospita gli impianti, ma una parte significativa del valore economico generato prende il largo e alimenta circuiti finanziari lontani, sostenendo lo sviluppo di altri territori.

Da qui nasce la domanda che guida l'esperienza di Melpignano:è possibile sperimentare un modello diverso, nel quale siano i cittadini a decidere come investire nella transizione energetica, capace di tutelare il paesaggio e trattenere valore economico nel territorio?Un modello capace di trasformare l'energia da bene prodotto con logiche di profitto a risorsa condivisa come bene comune, capace di generare sviluppo locale?

Il meccanismo del Quarto Conto Energia ha offerto una possibilità concreta. Attraverso un progetto fotovoltaico diffuso sui tetti dei cittadini è stato possibile costruire un modello economico comunitario fondato su tre principi: l'energia viene prodotta sui tetti privati, nel rispetto del paesaggio urbano e rurale; gli incentivi del GSE vengono destinati alla cooperativa, che si fa carico degli oneri finanziari e burocratici operando come soggetto giuridico collettivo; gli utili generati vengono reinvestiti interamente nella comunità, attraverso progetti a beneficio di tutti, non solo dei soci.

Il progetto rappresenta anche un esempio di democratizzazione dell'accesso alla transizione energetica. In molti contesti, partecipare a progetti di energia rinnovabile è una possibilità riservata a chi dispone del capitale necessario. A Melpignano, invece, la cooperativa ha reso possibile la partecipazione anche a famiglie che non avrebbero potuto sostenere individualmente l'investimento. In questo senso la cooperativa non ha costruito soltanto un'infrastruttura energetica, ma anche un'infrastruttura sociale: un insieme di relazioni, fiducia e capacità organizzativa che rendono possibile lo sviluppo locale.

L’esperienza suggerisce che, in alcuni contesti,può svilupparsi una dimensione evolutiva delle motivazioni all’agire cooperativo. In una fase iniziale, la partecipazione è spesso guidata da benefici individuali – nel caso specifico, un impianto fotovoltaico gratuito o una riduzione dei costi energetici. È il punto di partenza, riconducibile a una forma di mutualismo orientato al vantaggio individuale.

Quando sono presenti condizioni favorevoli –fiducia, governance condivisa e benefici indiretti percepiti come rilevanti, come nel caso di una cooperativa di comunità partecipata anche da un’amministrazione pubblica – una parte del vantaggio individuale può essere riallocata alla dimensione collettiva, nella misura in cui tale scelta è percepita come conveniente anche per l’individuo.In questa fase, interesse personale e collettivo tendono a integrarsi: il beneficio individuale non viene abbandonato, ma trasformato, includendo elementi quali maggiore accesso, sicurezza, sviluppo locale e rafforzamento del capitale sociale. Ne emerge una forma più ampia ed esigente di cooperazione, che possiamo definire “mutualismo comunitario”. Questa forma rende sostenibile nel tempo un’integrazione più stretta tra interesse personale e collettivo.È importante sottolineare che la cooperazione avanzata non è una scelta morale, né una semplice volontà individuale, ma deriva da un equilibrio istituzionale e sociale.

In tali condizioni, una comunità energetica può evolvere da semplice strumento di condivisione dell’energia a infrastruttura di cooperazione territoriale, capace di generare effetti economici e sociali più ampi.

A Melpignano non è stato realizzato soltanto un parco fotovoltaico diffuso, ma un progetto socio-istituzionale interpretabile come forma di commoning energetico, in cui la comunità co-progetta, governa e beneficia collettivamente la risorsa energetica, trattandola come bene comune. Non è solo proprietà condivisa, ma un sistema di pratiche, regole e relazioni che rende possibile una gestione equa, sostenibile e radicata nel territorio.A Melpignanola comunità dell’energia si alimenta dell’energia della comunità.